Chi è e cosa fa un cloud architect, quali sono le competenze e le certificazioni necessarie, quanto guadagna e quali sono i settori con maggior richiesta


Alla scoperta del cloud architect. Organizzare server e database è una necessità all’ordine del giorno, per la quale servono apparecchiature all’altezza e, soprattutto, dei profili altamente specializzati per manovrare gli enormi flussi di informazioni nei quali siamo immersi, nelle postazioni domestiche e all’interno degli uffici.

Un’esigenza che detta la pressante richiesta di alcuni “architetti” che si focalizzino non sull’edilizia ma prevalentemente sul web costituendo di fatto una novità assoluta. La pandemia ha accelerato un discorso in essere, delineando pianificazioni riguardanti l’archiviazione online, pane quotidiano del cloud architect, che è l’unico capace di stare dietro ai cambiamenti odierni in materia.

Per offrire delle prestazioni convincenti, con le quali candidarsi a esercitare la professione di cloud architect, ci sono degli step di cui tenere conto. Vediamo di che cosa si tratta e quali sono i vantaggi acquisiti se si decide di intraprendere la strada descritta.

Chi è e cosa fa un cloud architect

Il cloud architect ha ben poco di tradizionale, è una persona dinamica che sa mettersi alla prova e riesce con facilità a sperimentare e valutare l’impatto delle scoperte odierne. Uno sguardo d’insieme, prima ancora che le caratteristiche specifiche, è il prerequisito da cui non si scappa, come il saper spiegare, lo stato delle cose e, in linea generale, l’interazione con l’ambiente circostante. Il target sono gli stakeholders e gli interlocutori con cui, di volta in volta, si interfaccia.

Una premessa doverosa, dopo la quale possiamo finalmente scoprire cosa fa di preciso un cloud architect. Egli progetta, in veste di responsabile numero uno, le infrastrutture cloud, rendendole resilienti scalabili, cioè flessibili nell’adattarsi alle esigenze dei clienti e del team a cui fa riferimento. La bravura sta nel saper offrire il prodotto più idoneo per ogni frangente.

È di sua pertinenza ciascuna delle fasi clou, dalla cura delle interfacce, dette front-end, al development, dal catalogo dei documenti alla loro trasmissione. Come attua simili connessioni? Attraverso un’integrazione tra la parte hardware dei dispositivi e i programmi che vi sono installati sopra. Una strategia vincente, forse l’unica per raggiungere correttamente gli obiettivi preposti.

La migrazione verso spazi condivisi è la missione principale del cloud architect, figura che agevola una corretta intercettazione di trend ricorrenti, come la blockchain che per lui è un fronte nevralgico. Cosa può fare il cloud architect? Dare risposte e porsi a cavallo tra le contingenze finanziarie e la sfera tecnologica, indicando come avviare la digital transformation e in quali contesti.

Dagli applicativi adottati ai formati da osservare e con cui salvare i file all’interno delle cartelle, tutto nell’orbita della nostra unità rimovibile dai contorni completamente virtuali. Un compito per cui serve un bagaglio di spessore, vediamo da cosa deve essere composto.

Quali sono le competenze e le certificazioni necessarie

In primis è automatica la totale dimestichezza come sviluppatore, con attitudine spiccata per i noti Java e Phyton e, al contempo, per Ruby, linguaggio ad oggetti, e Elixir, ad esso collegato. Un cloud architect può essere laureato in computer science o ingegneria, triennale o magistrale, eppure l’università non costituisce un discrimine esclusivo.

Accanto ai trascorsi accademici, che possono essere indubbiamente un punto di partenza, cosa deve contenere il cv? Una propensione alla leadership e, sorprendentemente, padronanza dei temi relativi al management che andranno comunicati in forma scritta e orale. Sì, perché un cloud architect che si rispetti deve tenere sott’occhio il ROI (Return of Investment) delle soluzioni che propone.

Uno strumento essenziale è l’hypervisor, la componente che coordina l’universo della virtual machine, in continua espansione. Un futuro che il cloud architect costruisce poco per volta, cominciando dalle metriche, i parametri e le misure chiave dell’Information Technology. L’aggiornamento è costante e si dipana per mezzo di corsi e attività inerenti, portando il cloud architect a conoscere bene gli utenti e i loro desideri. Solo così può districarsi al meglio in dinamiche economiche e di marketing.

Nelle hard skills il ventaglio è veramente ampio e va oltre il classico Windows, includendo sistemi operativi gettonati come Linux, Solaris o Ubuntu, il codice HTML e i protocolli TCP/IP e il DNS (Domain Name System), per l’impostazione dei domini di siti e pagine. Per dare una prova tangibile del know how accumulato, chi aspira a diventare un cloud architect valuta spesso l’idea di conseguire certificazioni ad hoc.

Cloud architect - certificazioni
Cloud architect – certificazioni

Le più consigliate fanno rispettivamente capo a tre note multinazionali. Ecco quali. La Google Professional Cloud Architect, concepita dal colosso di Mountain View, dà una solida preparazione nella pianificazione di quanto detto sinora, andando ad analizzare, ed ottimizzare, processi di natura tecnica e attinenti al business, all’insegna della conformità agli standard e della cybersecurity.

La IBM Cloud Computing Certification attesta la padronanza dei principi di gestione delle strutture native dell’azienda che si avvale di piattaforme avanzate. Chiude il cerchio l’AWS (Amazon Web Services) una spalla per le organizzazioni che vogliono far compiere un upgrade ai loro dipendenti. Per arrivare pronti agli esami ci sono apposite Study Guide, alle quali ci si può accostare avendo un buon background di base.

Per fare un recap sulle certificazioni IT più ambite si può ripassare qui l’argomento https://universeit.blog/certificazioni-it/

Quanto guadagna un cloud architect?

Arriviamo alla questione stipendio che, per un cloud architect dipende dall’esperienza maturata e all’ambito nel quale si muove. Una variazione che può andare dai 60mila dollari all’anno, per gli junior, ai 185mila per i senior, secondo le statistiche americane.

Nel continente europeo il tetto, per il momento, è un po’ inferiore, ma le prospettive che si stanno creando permettono di guardare parecchio in avanti, verso un progressivo innalzamento di valore del comparto. Sui portali con le posizioni aperte sono migliaia gli annunci per cloud architect e vi si possono leggere cifre da capogiro.

Motivi per cui un player del recruiting come Adecco l’ha inserito nell’elenco dei lavori più in voga. La retribuzione consistente è indice della volontà di assumere donne e uomini qualificati affinché non commettano passi falsi e sappiano fronteggiare situazioni delicate. L’importante è seguire attentamente le indicazioni ricevute e impegnarsi al massimo.

Settori e aziende con maggior richiesta

Enunciate le peculiarità del cloud architect, cerchiamo di capire dove si va a collocare. Solitamente in una squadra multidisciplinare dove convergono individualità diverse. Oppure può essere un consulente esterno che garantisce una visione a 360 gradi dei problemi incontrati.

Ad aver bisogno dei cloud architect sono società IT come Red Hat, grande nome dell’open source, ma anche per rappresentanti di settori all’apparenza distanti. Si va dal beverage, con The Coca Cola Company, allo streaming di film e serie Tv con Netflix e Disney. Un cloud architect in organico sa dare la percezione di cosa c’è fuori, un fattore considerevole per istituti di credito e per segmenti interessati ai gusti del pubblico come moda e industria automobilistica.

Più immediato il collegamento con realtà informatiche, da Salesforce.com a SAP, o con la Microsoft, luoghi dove i cloud architect sono praticamente di casa. Intorno c’è una galassia di PMI e start-up che si stanno rendendo conto delle complessità annesse allo storage e non solo: uno scopo per cui serve assumere cloud architect in organico.

I contratti a progetto non riescono più a coprire le molteplici incombenze, dai pagamenti alla mole di dati contenuta negli ERP, gli Enterprise Resource Planning. L’ultima sfida è una connessione più rapida tra le aziende e i giovani, non pienamente consapevoli delle opportunità insite nel ruolo di cloud architect.