Il passaggio al cloud è una scelta intrapresa da sempre più aziende, attirate dai benefici che comporta. Per questo è bene sapere cos’è il cloud journey


Quello che viene chiamato cloud journey, (noto anche cloud migration) è il processo di migrazione delle operazioni aziendali, parziali o totali, a un cloud, ovvero a una struttura remota, gestita da un provider esterno e accessibile tramite Internet. Sebbene il passaggio avvenga in genere da un’infrastruttura locale legacy a un’infrastruttura basata su cloud, il viaggio può anche essere da un provider cloud a un altro.

L’importanza del cloud è ormai ben presente nei piani delle grandi aziende e si sta facendo spazio anche nelle Pmi. Nel primo caso, aspirano ad avere circa il 60% del loro ambiente nel cloud entro il 2025, segnala McKinsey.

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Ma, nel complesso, è l’attrazione alle potenzialità del cloud computing, sotto forma di cloud pubblico (oppure privato) che desta l’interesse crescente del mercato. Lo conferma anche IDC secondo cui la spesa per prodotti di infrastruttura di elaborazione e archiviazione per implementazioni cloud è aumentata del 24,7% su base annua nel terzo trimestre del 2022, sfiorando i 24 miliardi di dollari.

“La cloud migration non si ferma”, ha affermato Sid Nag, Vice President Analyst di Gartner, spiegando che spostare le operazioni nel cloud “riduce anche le spese in conto capitale estendendo gli esborsi in contanti per un periodo di abbonamento, un vantaggio chiave in un ambiente in cui il contante può essere fondamentale per mantenere le operazioni”.

Cos’è il cloud journey

Il processo di spostamento delle risorse digitali, dei servizi, dei database, delle risorse IT e delle applicazioni di un’azienda, parzialmente o interamente, nel cloud, viene definito cloud journey, fondamentale per ottenere prestazioni ed efficienza aggiornate e in tempo reale.

Questo “viaggio verso il cloud” non è solo un cambiamento tecnico. Implica modifiche all’intero framework IT, a più reparti aziendali critici, è una scelta complessa che interessa il management. Le applicazioni e i servizi basati su cloud richiedono velocità estremamente elevate, bassa latenza e maggiore larghezza di banda. Inoltre il passaggio in cloud cambia la prospettiva aziendale cui si era abituati.

Per decenni, infatti, le organizzazioni si sono affidate all’architettura tradizionale per proteggere la propria rete basata su firewall e altre difese perimetrali. Man mano che le organizzazioni hanno spostato i loro carichi di lavoro nel cloud, gli utenti ora accedono ai dati sensibili nel cloud tramite collegamenti al di fuori del perimetro della rete aziendale e da qualsiasi dispositivo. Questa tendenza ha subito un’accelerazione poiché il lavoro ibrido è diventato la nuova normalità. Le aziende ora operano in un ambiente ibrido, abilitato da tecnologie digitali come Cloud, IoT e AI.

Le fasi del cloud journey

Cloud Journey, come abbiamo scritto, non è solo un cambiamento tecnico. Implica modifiche all’intero framework IT, a più reparti aziendali e ai processi aziendali critici. La traduzione degli obiettivi aziendali in un piano di migrazione richiede molto tempo, ma una pianificazione avanzata è la chiave per una migrazione di successo.

Fase uno: creare un business case

Nella fase iniziale, le imprese iniziano a valutare le possibili implicazioni dell’adozione del cloud computing. Da un punto di vista pratico è bene capire cos’è il cloud e come si differenzia dall’IT tradizionale. Inoltre serve comprendere e valutare i potenziali benefici, i rischi, la sicurezza, la conformità e il controllo dei dati e l’impatto sull’organizzazione e sull’IT. In questa fase, la maggior parte delle aziende inizia a ricevere formazione, valutazioni IT e cloud, prime analisi interne e rappresentazione di roadmap, spesso con l’aiuto di società di consulenza. Tra gli aspetti presi in considerazione in questa fase ci sono i tempi, le modalità di contrattazione dei servizi cloud, i costi, tra l’altro. È opportuno domandarsi se e come il cloud computing possa aiutare ad aumentare l’efficienza e gli obiettivi strategici per l’azienda. Sono domande lecite e da porsi prima di cominciare a pensare alla cloud journey.

Fase due: comprendere la soluzione più adatta

Ogni applicazione ha il proprio design unico, che può adattarsi o meno a un ambiente cloud. Se l’applicazione è adatta al cloud, è possibile migrarla. In caso contrario, potrebbe essere necessario apportare alcune modifiche. Le migrazioni più semplici sono spesso quelle che non richiedono alcuna modifica del codice. Lo scenario peggiore si verifica quando l’intera applicazione deve essere completamente riscritta. Per garantire efficienza ed economicità, è consigliabile valutare attentamente la propria architettura, la sua complessità e determinare se è possibile passare del tutto al cloud o se ha più senso farlo solo diverse applicazioni nel cloud mantenendo il resto on-premise.

Fase tre: scegliere un cloud provider

Dopo aver analizzato e inventariato l’ambiente, è il momento di scegliere un ambiente cloud adatto. Esiste un’ampia gamma di provider di servizi cloud, ognuno dei quali offre un’architettura distinta che può essere fornita con un set unico di funzionalità, licenze e supporto. È bene porsi un po’ di domande per comprendere quale sia la scelta migliore. L’architettura del cloud si adatta ai propri carichi di lavoro? Che tipo di implementazione cloud è supportata dal provider? Di quale si ha bisogno prima, durante e dopo il processo di migrazione? Ci sono poi molti altri aspetti da considerare con il cloud journey, tra cui sicurezza e conformità.

Fase quattro: adottare il cloud

Il software as a Service (SaaS) di solito è la prima e più semplice soluzione adottata dalle aziende che migrano al cloud. Le applicazioni includono quelle meno critiche per l’azienda, come la gestione delle relazioni con i clienti (CRM), la produttività dell’ufficio (Office 365 e G-Suite), la contabilità, le risorse umane e gli strumenti di condivisione e comunicazione (Slack, per esempio).

Man mano che l’organizzazione adotta soluzioni cloud, si dovrebbe sviluppare parallelamente una strategia di governance. Determina quali attività aziendali vengono eseguite dove, definisce le policy di accesso e implementa strumenti di monitoraggio e sicurezza che si estendono sia in locale che in ambienti cloud.

A questo punto, è bene disporre di tutte le informazioni necessarie per migrare i carichi di lavoro nel cloud è bene comunque fare delle considerazioni. Si deve tener presente che gran parte della fase di esecuzione è il test. Se non si è ancora eseguito un progetto pilota, questo è il momento. Ciò è particolarmente importante per le applicazioni mission-critical che non possono sostenere un lungo periodo di inattività. È bene creare una strategia di backup e ripristino e utilizzarla se o quando si verificano problemi.

Effettuato il cloud journey, è bene monitorare le prestazioni in conformità con gli accordi sul livello di servizio (Service Level Agrement, SLA) del proprio provider, le prestazioni e gli obiettivi.

Sfide principali di migrazione al cloud

Il processo di cloud journey prevede alcune sfide da affrontare. La prima è in termini di interoperabilità: le applicazioni esistenti possono richiedere modifiche o addirittura il rifacimento completo per interagire con un ambiente cloud. Un’altra sfida riguarda la flessibilità. Il processo di migrazione potrebbe richiedere che i sistemi aziendali siano temporaneamente offline. Il passaggio può anche causare tempi di inattività non pianificati. È bene sviluppare un piano di ripristino di emergenza compatibile con il cloud, per evitare tempi di inattività che possono influire sulle operazioni aziendali e sui rapporti con i clienti. C’è poi un’altra considerazione da fare in termini di sicurezza e integrità dei dati. Le migrazioni al cloud possono causare la perdita o il danneggiamento dei dati e possono anche aprire la porta agli aggressori. È consigliabile identificare i problemi di sicurezza e conformità che possono sorgere durante il processo di migrazione e nell’ambiente cloud di destinazione e adattare la propria strategia di sicurezza alla “nuvola”.

I team IT tradizionali potrebbero non avere familiarità con gli ambienti cloud. Questo è un problema tipico di competenze. Affrontare problemi di questo tipo è possibile formando i team o reclutando e consultando esperti di cloud.

Perché passare al cloud?

Attuare il cloud journey consente di risparmiare sui costi e su soluzioni di storage. Le soluzioni pre cloud prevedono l’impiego di soluzioni on premise come server o data center. Con il passaggio, si pagano i servizi offerti da cloud provider per gestire i data center e altre risorse evitando di ospitare i server internamente e di dover pagare tecnologia da gestire, aggiornare e manutenere.

Un altro motivo per cui le aziende adottano “la nuvola” è la scalabilità. Nel cloud computing si riferisce alla capacità di aumentare o diminuire le risorse IT secondo necessità per soddisfare le mutevoli esigenze aziendali.

Il modello pay-as-you-go dei fornitori di servizi cloud consente di avere la flessibilità e la possibilità di aumentare o diminuire le dimensioni a seconda delle esigenze aziendali.

Benefici cloud computing per le aziende

Per le aziende che intraprendono il processo di cloud journey, i vantaggi sono molteplici.

Intanto è possibile beneficiare di una riduzione del costo totale di proprietà (TCO), tempi di consegna più rapidi e maggiori opportunità di innovazione. L’accesso al cloud comporta agilità e flessibilità, entrambe indispensabili per soddisfare le mutevoli esigenze dei consumatori e del mercato.

I modelli operativi cloud più efficienti sono alimentati da analisi, automazione e modelli di intelligenza artificiale, con un risparmio di circa il 30%-50% nelle operazioni in corso.

La sicurezza e la conformità offerti dai servizi cloud sono integrate per proteggere i carichi di lavoro business-critical e i dati più sensibili. Altri benefici della migrazione al cloud includono: una maggiore agilità e flessibilità; una capacità di innovare in maniera più rapida ed efficace; un alleggerimento delle crescenti richieste di risorse di spazio di archiviazione e di servizi a valore aggiunto; una migliore gestione delle crescenti aspettative dei clienti; la possibilità di fornire risultati aziendali immediati.

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