Nato come branca specialistica del settore industriale, l’Industrial Internet of Things - IIoT si è ritagliato sempre più spazio e cresce progressivamente, anche in Italia


Per comprendere il valore dell’Industrial Internet of Things, IIoT, partiamo da un paio di esempi. Uno riguarda Airbus e la sua Factory of the Future, un’iniziativa di produzione digitale nata per semplificare le operazioni e rafforzare la capacità di produzione. L’azienda ha integrato sensori agli strumenti e alle macchine in officina e ha fornito ai lavoratori una tecnologia indossabile – smart glass compresi – progettati per ridurre gli errori e rafforzare la sicurezza sul posto di lavoro. Questo ha portato un miglioramento del 500% della produttività, eliminando quasi del tutto gli errori.

Il secondo, in campo navale, lo offre la compagnia di navigazione Maersk. Essa ha impiegato l’Industrial IoT per tenere traccia dei propri beni e gestire al meglio il consumo di carburante e le rotte delle navi. Poiché la società spende circa 1 miliardo di dollari all’anno per il trasporto di container vuoti, ha integrato sensori e applicazioni di data analytics per conoscere modalità di conservazione e localizzazione. Il colosso danese, inoltre, sta impiegando la tecnologia blockchain per ottimizzare ulteriormente le operazioni della propria catena di approvvigionamento. Tutto questo si nota nei numeri aziendali: basti considerare che il primo trimestre ha registrato ricavi per 9,5 miliardi di dollari (+30%).

Parlare di IIoT – Industrial Internet of Things significa quindi abbracciare soluzioni che spaziano dalla sensoristica ai cobot, dai digital twin all’AI per offrire benefici tangibili alle aziende di ogni dimensione

Per questo il valore di mercato dell’Industrial Internet of Things sta lievitando: secondo Statista è previsto pressoché al raddoppio in soli 9 anni, passando da 61,8 miliardi di dollari del 2017 a 110,6 miliardi nel 2025.

INDUSTRIAL IOT grafico STATISTA
Industrial Internet of Things, la crescita del mercato IIoT secondo le analisi di Statista

Cos’è l’Industrial Internet of Things, o IIoT

L’Industrial Internet of Things è l’applicazione dell’IoT nel contesto industriale.

IIoT - acronimo di Industrial Internet of Things
IIoT – acronimo di Industrial Internet of Things

È una tecnologia chiave nell’industria 4.0, che enfatizza le tecnologie smart, i dati, l’automazione, l’interconnettività, l’Intelligenza Artificiale e numerose altre tecnologie e funzionalità.

Più precisamente, l’IIoT – Industrial Internet of Things definisce il percorso evolutivo della rete Internet attraverso la quale ogni oggetto fisico acquisisce una sua contropartita nel mondo digitale.

Oggi ormai stabilisce quelle applicazioni Internet of Things al di fuori dello spazio consumer e del mercato IoT aziendale, come un termine che abbraccia applicazioni e casi d’uso in diversi settori industriali.

Quindi, fanno parte del segmento industriale dell’Internet delle Cose: macchine, computer e persone che consentono operazioni industriali smart. Strutture e sistemi IIoT possono operare in modo semi-indipendente o con un intervento umano minimo. Tali sistemi saranno sempre più in grado di rispondere in modo intelligente e persino di cambiare il loro corso d’azione in base alle informazioni ricevute.

Se vogliamo connotarlo ancora più propriamente, l’Industrial Internet of Things è un sistema che comprende smart object in rete, beni ciberfisici, tecnologie informatiche generiche associate e piattaforme opzionali di cloud o edge computing, che consentono l’accesso, la raccolta, l’analisi, le comunicazioni e lo scambio in tempo reale, intelligente e autonomo di informazioni su processi, prodotti e/o servizi, nell’ambiente industriale, in modo da ottimizzare il valore complessivo della produzione. Ciò si traduce nel migliorare la consegna del prodotto o del servizio, nell’aumentare la produttività, nel ridurre il costo del lavoro, il consumo di energia e il ciclo build-to-order.

Le differenze con l’IoT

Partiamo dalle affinità elettive tra IoT e IIoT. Alla base di entrambi vi sono oggetti intelligenti – capaci cioè di identificazione, localizzazione, diagnosi di stato, acquisizione di dati, elaborazione, attuazione e comunicazione – e reti intelligenti, ovvero aperte, standard e multifunzionali.

IoT e IIoT si riferiscono all’estensione della connettività di rete e della capacità di calcolo a oggetti, dispositivi, sensori e oggetti che non sono ordinariamente considerati computer. Questi “oggetti intelligenti” richiedono un intervento umano minimo per generare, scambiare e consumare dati; spesso sono dotati di connettività per la raccolta di dati a distanza, analisi e capacità di gestione.

Ma le differenze ci sono e sostanziali. L’IIoT – Industrial Internet of Things connette macchine e sensori critici in settori industriali a rischio più o meno elevato: aerospaziale, difesa, energia- L’indice di sicurezza deve essere adeguato, altrimenti le conseguenze possono mettere a repentaglio vite umane, oltre a compromettere l’azienda.

L’IoT, invece, è finalizzato al mercato consumer con un basso impatto di rischio quando si verifica un guasto. Sono importanti e convenienti, ma i guasti non creano immediatamente situazioni di emergenza.

Poiché l’IIoT – Industrial Internet of Things è sviluppato per gestire macchine critiche, impiega sensori più sensibili e precisi nell’impianto, comprese tecnologie più consapevoli della posizione sul lato della catena di approvvigionamento con controlli e analisi sofisticate e avanzate. Al contrario, IoT utilizza un’applicazione più semplice con un impatto a basso rischio. È indubbio che il dispositivo IoT crescerà di più con un prezzo meno costoso di IIoT, considerando il volume di produzione e le capacità tecnologiche.

Le applicazioni dell’Industrial Internet of Things – IIoT

Le fasi verso Industria 5.0
Industria 4.0 e quarta rivoluzione industriale. Le fasi che precedono l’arrivo dell’industria 5.0

L’Industrial Internet of Things – IIoT rappresenta inoltre una delle sei tecnologie alla base dell’Industria 4.0. Secondo tale principio, le tecnologie digitali – dispositivi IoT, sensoristica, cloud, machine learning, robotica collaborativa, stampa 3D – sarebbero in grado di aumentare l’efficienza e il valore della produzione stimolando interconnessione e cooperazione tra tutte le risorse, interne e dentro l’impresa.

Le sue applicazioni vanno intese in ambiti applicativi quali: gestione e monitoraggio automatizzato e remoto delle attrezzature; manutenzione predittiva; gestione automatizzata dell’inventario; controllo qualità; ottimizzazione della catena di approvvigionamento; miglioramento della sicurezza degli impianti.

Partiamo dalla gestione automatizzata delle attrezzature: essa permette a un sistema centralizzato di gestire tutti i processi aziendali.

Questa capacità di controllare a distanza le attrezzature tramite macchine e software digitali implica anche che la possibilità di monitorare diversi impianti situati in diverse località geografiche.

Questo dà alle aziende una capacità senza precedenti di sorvegliare i progressi della loro produzione in tempo reale.

Per quanto riguarda la manutenzione predittiva consiste nel rilevare la necessità di manutenzione di una macchina prima che si verifichi una crisi e che la produzione debba essere fermata con urgenza. È quindi una delle ragioni per implementare un sistema di acquisizione, analisi e gestione dei dati. Questo sistema è una delle applicazioni Industrial IOT più efficaci e funziona tramite sensori che, una volta installati sulle macchine e sulle piattaforme operative, possono inviare avvisi quando emergono determinati fattori di rischio.

L’uso di sistemi Industrial IoT permette il gestione automatizzata dell’inventario, certificando se i piani vengono seguiti ed emettendo un avviso in caso di deviazioni. È un’altra applicazione Industrial IOT essenziale per mantenere un flusso di lavoro costante ed efficiente.

Sappiamo tutti quanto sia importante il controllo di qualità: questa è un’altra delle applicazioni in cui l’IIoT può permettere un salto in avanti davvero sensibile. Aver la possibilità di monitorare la qualità dei prodotti fabbricati in qualsiasi fase, dalle materie prime utilizzate fino alle reazioni del cliente finale una volta ricevuto il prodotto, permette di contare su informazioni vitali quando si studia l’efficienza dell’azienda e si applicano i cambiamenti necessari nel caso in cui vengano rilevati dei guasti, con la finalità di ottimizzare i processi e rilevare prontamente i problemi nella catena di produzione. È stato anche dimostrato che è essenziale per prevenire i rischi nelle industrie più delicate, come quella farmaceutica o alimentare.

Anche l’ottimizzazione della supply chain rientra tra le applicazioni chiave dell’IIoT così come il miglioramento della sicurezza degli impianti. Entrambi possono comportare enormi benefici, se svolti puntualmente, alla vita aziendale.

La situazione in Italia

Per quanto riguarda l’Industrial Internet of Things in Italia è bene sottolineare quanto riporta l’ultima edizione del report dell’Osservatorio IoT (2020/2021). Intanto il comparto prosegue la sua crescita, malgrado il calo (-3%) del mercato complessivo dell’Internet delle Cose.

Un altro elemento significativo è la riduzione del divario fra grandi aziende e PMI in termini di consapevolezza e propensione a innovare in ottica 4.0.

A proposito di applicazioni più diffuse, esse sono legate alla gestione della fabbrica (Smart Factory, nel 66% dei casi), soprattutto per il controllo in tempo reale della produzione e dei consumi energetici, poi quelle di supporto alla logistica (Smart Logistics 27%), guidate dalla tracciabilità dei beni nel magazzino o lungo la filiera, e lo Smart Lifecycle (7%), con progetti per migliorare lo sviluppo di nuovi modelli e l’aggiornamento dei prodotti.

“L’emergenza ha portato le imprese a rivedere le proprie priorità in termini di avvio di progetti e di investimenti”, segnalano gli analisti del think tank del Politecnico di Milano. Nel 2020 solo il 15% delle PMI e il 12% delle grandi aziende ritiene prioritario attivare iniziative di IIoT, contro rispettivamente il 25% e il 16% che le mettono in secondo piano. Il 22% delle grandi imprese ha aumentato il budget dedicato ai progetti IoT per l’Industria 4.0 (il 14% lo ha ridotto), contro solo l’11% delle PMI (il 12% lo ha diminuito), mentre un quarto delle grandi imprese e un terzo delle PMI rimandano la decisione ai prossimi mesi.