Infrastructure as a Code consente agli sviluppatori o ai team operativi di gestire, monitorare e fornire automaticamente le risorse IT, con diversi vantaggi. Vediamo cos’è e quali benefici assicura


Infrastructure as a Code fa parte delle migliorie più sensibili avvenute nel mondo IT caratterizzato, per molto tempo, dalla necessità di interventi manuali per gestire l’infrastruttura informatica.

L’infrastruttura è uno dei cardini del processo di sviluppo di un software: è direttamente responsabile del funzionamento stabile di un’applicazione software.

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IaC consente di soddisfare le crescenti esigenze di modifica dell’infrastruttura in modo scalabile e tracciabile. Non solo: permette di farlo in maniera rapida. L’aumento della velocità comporta l’automazione, la ripetizione e la scalabilità di attività che possono essere completate in pochi istanti anziché in ore, come il racking delle macchine, il caricamento degli aggiornamenti di sicurezza, l’installazione di servizi e applicazioni, la creazione di reti e l’attivazione della memoria. IaC riduce i rischi, affrontando i problemi IT più comuni come la deriva della configurazione, gli errori degli operatori, le inefficienze e la perdita di informazioni.

La crescita d’interesse verso questo sistema è legata proprio alla sua importante azione: non per niente si stima che il suo valore di mercato, pari a 0,8 miliardi di dollari nel 2022, triplicherà raggiungendo 2,3 miliardi di dollari nel 2027.

Cos’è l’infrastructure as a Code

Infrastructure as Code è il processo di provisioning e di gestione dell’infrastruttura definito attraverso il codice, invece di farlo con un processo manuale. Poiché l’infrastruttura è definita come codice, consente agli utenti di modificare e distribuire facilmente le configurazioni, garantendo lo stato desiderato. Ciò significa che è possibile creare configurazioni dell’infrastruttura riproducibili.

Lo scopo dell’IaC è permettere agli sviluppatori o ai team operativi di gestire, monitorare e fornire automaticamente le risorse, anziché configurare manualmente dispositivi hardware e sistemi operativi. Un approccio basato sul codice rende più facile ottenere di più in meno tempo.

Il salto di qualità ottenuto grazie a questa opportunità è notevole se pensiamo che, storicamente, la gestione dell’infrastruttura IT era un processo manuale. Le persone posizionavano fisicamente i server e li configuravano. Solo dopo che le macchine erano state configurate con le impostazioni corrette richieste dal sistema operativo e dalle applicazioni, queste persone distribuivano l’applicazione. Questo processo manuale oltre che lungo, spesso ingenerava diversi problemi.

Con la vasta adozione di carichi di lavoro, container e cloud computing, l’IaC è una parte importante di DevOps, che consente l’automazione e il monitoraggio continuo dell’intero ciclo di vita dell’applicazione, dall’integrazione e dai test alla consegna e alla distribuzione. DevOps, lo ricordiamo, è una metodologia di sviluppo del software impiegata in informatica che punta alla comunicazione, collaborazione e integrazione tra sviluppatori e addetti operativi IT.

I vantaggi della IaC

Come si può intuire, l’attuazione di Infrastructure as a Code comporta diversi vantaggi quali: riduzione dei costi e degli errori, aumento della velocità di implementazione, miglioramento della coerenza dell’infrastruttura.

Ma un primo, importante, beneficio ottenuto grazie a IaC è la velocità. Essa, infatti, consente di configurare rapidamente l’intera infrastruttura eseguendo uno script. È possibile farlo per ogni ambiente, dallo sviluppo alla produzione. Infrastructure as a Code può rendere più efficiente l’intero ciclo di vita dello sviluppo del software.

Inoltre, apporta giovamento anche sotto forma di coerenza. I processi manuali, come detto, oltre che implicare molto tempo sono anche causa di errori, specie se si pensa alla gestione manuale dell’infrastruttura IT. IaC risolve questo problema facendo sì che i file di configurazione siano l’unica fonte di verità. In questo modo, si garantisce che le stesse configurazioni vengano distribuite più volte, senza discrepanze.

Con l’adozione della Infrastructure as a Code il codice può essere monitorato nel controllo dei sorgenti per una maggiore trasparenza e responsabilità.

Applicare IaC significa contare su una maggiore efficienza durante l’intero ciclo di sviluppo del software. Infatti, se si utilizza l’infrastruttura come codice, è possibile distribuire le architetture infrastrutturali in più fasi. Ciò rende più efficiente l’intero ciclo di vita dello sviluppo del software, aumentando la produttività del team a nuovi livelli.

L’efficienza del ciclo di vita dello sviluppo del software è un ulteriore apporto positivo di IaC, a tutto vantaggio dello sviluppatore. Poiché il provisioning dell’infrastruttura diventa più affidabile e coerente, gli sviluppatori possono iniziare a concentrarsi maggiormente sullo sviluppo delle applicazioni. Inoltre, possono scrivere un codice una volta e utilizzarlo più volte, risparmiando tempo e fatica e mantenendo il controllo completo.

IaC implica riusabilità: semplifica la creazione di moduli riutilizzabili, ad esempio per replicare gli ambienti di sviluppo e di produzione.

Lo si è già citato, ma è bene evidenziarlo e motivarlo. Uno dei principali vantaggi dell’IaC è, senza dubbio, la riduzione dei costi di gestione dell’infrastruttura. Un esempio: utilizzando il cloud computing insieme all’IaC, si riducono drasticamente i costi. Questo perché non occorre spendere soldi per l’hardware, assumere personale per gestirlo e costruire o affittare spazi fisici per conservarlo.

Infine, va aggiunto anche il vantaggio offerto in termini di allineamento con DevOps. Con la configurazione dell’infrastruttura scritta come codice, questa può passare attraverso lo stesso controllo di versione, i test automatizzati e altre fasi di una pipeline di continuous integration e continuous delivery (CI/CD) che gli sviluppatori utilizzano per il codice dell’applicazione. Poiché il sistema operativo e l’infrastruttura hardware vengono forniti automaticamente e l’applicazione è incardinata su di essi, queste tecnologie si rivelano complementari per diversi obiettivi di distribuzione, come test, staging e produzione.

Quando e come sfruttare l’Infrastructure as a Code

Quando è bene pensare all’impiego di Infrastructure as Code? Una risposta, forse la più importante, passa dall’essenza stessa della sua funzione: IaC semplifica lo sviluppo, la configurazione e l’esecuzione delle app gestendo e fornendo l’infrastruttura attraverso il codice, anziché manualmente. Essa è un fattore critico per le pratiche agili, di integrazione continua/consegna continua (CI/CD) e DevOps, in quanto elimina la maggior parte delle configurazioni e del provisioning manuale dei componenti cloud. In altre parole, IaC è una pratica IT che sfrutta il codice per automatizzare il provisioning, la distribuzione, la configurazione e la gestione dell’infrastruttura. Non solo: è un beneficio anche per orchestrare il funzionamento di tutti i suoi componenti, come hardware, software, reti, macchine virtuali, container, database, consentendo di configurarli, monitorarli e gestirli.

Quando si ha a che fare con strumenti di IaC, esistono due approcci principali che si differenziano per la scrittura del codice. Questi due approcci sono dichiarativo e imperativo. Il primo significa essenzialmente che gli utenti devono solo definire il requisito finale e lo strumento o la piattaforma specifici gestiscono i passi da compiere per raggiungere il requisito definito.

Un approccio imperativo consente agli utenti di specificare i passi esatti da compiere per una modifica e il sistema non si discosta dai passi specificati.

L’approccio dichiarativo è preferito nella maggior parte dei casi di gestione dell’infrastruttura, in quanto offre un maggior grado di flessibilità.

L’IaC vi dà la libertà e la sicurezza di poter scrivere il codice e, se qualcosa non va bene, è sempre possibile riportare la base di dati a una versione o stato precedente (in gergo tecnico si dice rollback). Offre una migliore visibilità e comprensione dell’ambiente, consentendo di apportare le modifiche necessarie, di risolvere i problemi e di eseguire le verifiche.

Con IaC, tutta la configurazione è dettata dal codice sorgente. Questo non solo garantisce un ambiente di produzione coerente e sicuro, ma rende anche molto più semplice la modifica, l’aggiornamento e la distribuzione da parte del team IT o di sviluppo.

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