La Internet of Things rappresenta una delle principali tecnologie emergenti sia per quanto riguarda le potenzialità nel contesto Industria 4.0 che per quanto riguarda le applicazioni consumer, come dimostrano i sempre più diffusi sistemi di domotica e smart home. Si tratta di un contesto tecnologico incredibilmente vario ed affascinante, fortemente focalizzato sul dato digitale, con una multidisciplinarità che spazia da un’architettura IT complessa a questioni legate alla cybersicurezza. Un particolare, quest’ultimo, sempre più centrale, data l’implicita vulnerabilità di dispositivi perennemente connessi alla rete attraverso una pluralità di nodi e punti di accesso, facile bersaglio per una vasta platea di attaccanti e spioni di varia natura.

Vediamo dunque cosa si intende per Internet of Things, quali sono i presupposti funzionali che la caratterizzano e quali vantaggi possono ottenere le aziende implementandola in modo consapevole nei loro processi.

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Cos’è l’Internet of Things o IoT

La Internet of Things (IoT) – in italiano Internet delle cose – è un termine che identifica una tecnologia emergente basata sull’interconnessione di dispositivi informatici in grado di scambiare in maniera autonoma i dati attraverso la rete, mediante l’utilizzo di un protocollo di comunicazione. Un sistema IoT propriamente detto è capace di acquisire informazioni utili a supportare e automatizzare i processi decisionali. Tale processo avviene mediante tecniche di analisi dei dati, finalizzate a generare un effettivo valore per il business a partire dai dati grezzi che vengono acquisiti dai dispositivi IoT.

Secondo i dati raccolti da una recente analisi svolta dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il 94% delle grandi industrie conosce le logiche e i sistemi IIoT (Industrial Internet of Things) e il 68% afferma di aver già intrapreso almeno un progetto basato su queste tecnologie. Nel caso delle PMI i valori si sono dimostrati decisamente più meno incoraggianti, con un 49% che ha dichiarato di conoscere l’IoT e il 29% già attivo almeno su un progetto pilota. Per quanto svolti su un campione di indagine relativamente contenuto, i dati dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano restituiscono un quadro qualitativo della situazione particolarmente apprezzabile, per valutare come al momento la situazione italiana sia ancora ancorata ad una fase di early adoption. Tuttavia, i numeri del business sono incoraggianti, considerando come il solo segmento IoT enterprise nel 2020 si è rivelato capace di produrre un volume di affari annuo pari a circa 6 miliardi di euro. Un indicatore destinato a crescere piuttosto rapidamente, grazie alla ripresa degli investimenti dopo la pandemia Covid-19 e le opportunità offerte dal PNRR, in particolare alle PMI, che sono quelle che paiono al momento accusare un particolare ritardo.

L’IoT è diffuso in vari settori, come la Smart Factory, la fabbrica intelligente basata sul paradigma dell’Industria 4.0, quale tecnologia abilitante dello Smart Manufacturing. Notevoli esempi di Internet of Things sono già diffusi nei servizi della città interconnessa (Smart City), nella mobilità (Smart Mobility), nelle costruzioni (Smart Building), nella domotica (Smart Home), nell’energia (Smart Energy), nella logistica (Smart Logistics) e in vari ambiti di business come la sanità, la finanza, l’agricoltura, la grande distribuzione organizzata (GDO) e molti altri.

Le aziende implementano l’IoT per operare in modo più efficiente, comprendere meglio i clienti e rispondere in maniera puntuale alle richieste provenienti dal mercato. L’analisi dei dati acquisiti grazie ai sistemi IoT rende possibile un monitoraggio dei sistemi di produzione e logistica molto più efficiente rispetto ai metodi tradizionali, ottimizzando tutti i processi della supply chain.

Come funziona l’Internet of Things

Prima di entrare nel merito del funzionamento di un sistema IoT, è opportuno definire cosa si intende per dispositivi IoT, al più un dispositivo informatico dotato di sensori, risorse computazionali e di un’interfaccia di comunicazione grazie al quale è in grado di connettersi con altri dispositivi per acquisire, elaborare e scambiare i dati provenienti dall’ambiente in cui è collocato.

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Il classico esempio di device IoT è costituito dallo smartphone che portiamo con noi ogni giorno: ha sensori (giroscopio, fotocamere, ecc.), un SoC dotato di capacità elaborative e tecnologie di connettività (WiFi, bluetooth, NFC) che gli consentono di scambiare dati via Internet con altri dispositivi collegati alla stessa rete, in questo caso una rete di traffico dati mobile.

Nel contesto industriale, i dispositivi IoT dispongono di sensori capaci di acquisire i dati dagli impianti ed altri sistemi presenti nel piano di fabbrica, come i controller OT, indispensabili per gestire operativamente le macchine. In ambito consumer possiamo riconoscere moltissimi device IoT anche soltanto guardandoci intorno, soffermandoci su aspetti che solitamente tendiamo a dare persino per scontati. È il caso di uno smart watch interconnesso con le funzioni dello smartphone, di una fit band in grado di monitorare i nostri parametri vitali e comunicarli ad una app, di una videocamera di sorveglianza collegata via internet ad un sistema di gestione centralizzato, o dei dispositivi smart home come le lampade, i termostati e i sistemi di allarme “intelligenti”.

Per quanto riguarda i sistemi IoT, questi sono composti da due o più dispositivi tra loro interconnessi attraverso una piattaforma. Un sistema IoT è composto da vari elementi, tutti o in parte indispensabili per garantire il funzionamento complessivo. Tra questi possiamo citare:

  • Sensori per acquisire i dati;
  • Gateway per trasmettere i dati verso altri dispositivi connessi alla rete;
  • Rete che connette i singoli dispositivi mettendoli in relazione tra loro;
  • Software per acquisire i dati, prepararli e renderli disponibili per l’analisi;
  • Interfacce di gestione degli applicativi di Business Intelligence e Business Analytics che effettuano l’analisi dei dati.

Le piattaforme IoT sono dei sistemi IT composti da hardware e software per configurare varie situazioni, che vanno dalla gestione di pochi dispositivi in un ambito hobbistico come quello domestico fino ai più evoluti apparati IIoT attivi presso le linee di fabbrica.

Per quanto riguarda lo schema di funzionamento tipico di un sistema IoT, i dati vengono solitamente acquisiti mediante i sensori ed elaborati a livello locale grazie alle capacità computazionali dei singoli dispositivi IoT operanti sulle periferie della rete. Una volta pre-elaborato, il dato viene selezionato e trasmesso ad un sistema centralizzato per essere archiviato o divenire oggetto di analisi più approfondite. Ciò accade sia nei data center in locale che utilizzando risorse IT disponibili in cloud. In particolare, quest’ultima eventualità favorisce l’impiego di soluzioni avanzate come quelle basate sull’Intelligenza Artificiale ed altre tecnologie emergenti, utili a favorire e rendere più efficiente il processo di analisi dei dati.

Quello descritto costituisce un flusso costante che acquisisce ed analizza continuamente i dati per valorizzare l’enorme patrimonio informativo di cui le aziende dispongono nell’era del digitale, attraverso il controllo di tutto ciò che è connesso e monitorato attraverso la rete.

A titolo puramente esemplificativo, la gestione dei dati in un sistema IoT potrebbe essere pertanto sintetizzata in quattro fasi fondamentali:

  • Acquisizione: i sensori consentono di rilevare in tempo reale informazioni informazioni provenienti dal contesto ambientale, in relazione ad una vasta tipologia di variabili, come il periodo di utilizzo, suoni, vibrazioni, luci, immagini, colori, temperatura, umidità, pressione, presenza, orientamento, posizione, velocità, accelerazione, consumi, parametri funzionali, ecc.
  • Archiviazione: i dispositivi IoT selezionano i dati utili e li trasmettono ad un sistema di archiviazione in locale o in cloud. La trasmissione dei dati avviene mediante la rete locale e la rete Internet.
  • Elaborazione in locale: quando il sistema di gestione lo prevede, il dato acquisito viene elaborato direttamente da un dispositivo IoT in prossimità, grazie alla capacità di interagire in maniera bidirezionale con i sensori di rilevamento. È il caso del sistema di refrigerazione di un impianto presente su una linea di fabbrica, controllato da un device capace di analizzare in tempo reale il suo stato di funzionamento, attivando determinate procedure qualora identificasse dei valori oltre soglia stabilita.
  • Analisi: può avvenire in locale, secondo quanto descritto al punto precedente, o essere demandata alle maggiori risorse a disposizione dei sistemi centralizzati, a cui i dati vengono trasmessi in fase di archiviazione. Il dato viene sottoposto ad un processo di preparazione, indispensabile per raggiungere la data quality necessaria per i sistemi di analisi. Una volta pronto, il dato è reso disponibile alle applicazioni di Business Analytics (BA) e Business Intelligence (BI) mediante sistemi di sintesi dei dati (database, data lake, data warehouse, ecc.). In base alla loro natura, i dati vengono solitamente categorizzati come strutturati, non strutturati e semistrutturati e la loro analisi consente di ottenere un ulteriore ricchezza informativa rispetto alla condizione originale. Il processo analitico viene infatti predisposto per generare report e insight utili a supportare e rendere più consapevoli i processi decisionali. I sistemi più evoluti di gestione dei dati sono in grado di automatizzare le decisioni e renderle operative attraverso interfacce robotiche, in tutto o in parte svincolate dalla supervisione umana.

La continua esecuzione dell’analisi dei dati supportata dai sistemi IoT consente di rendere operativa una strategia aziendale basata sul miglioramento continuo, in modo da soddisfare e rendere sempre più efficienti tutti i processi funzionali agli obiettivi di business.

Principali campi di applicazione dell’IoT ed esempi

Abbiamo più volte fatto accenno alla diffusione che la Internet of Things ha avuto in ambiti applicativi estremamente differenti tra loro. Quantificare questo fenomeno rappresenta qualcosa di estremamente difficile al momento, come conferma l’ampiezza della forbice relativa ad una recente stima di McKinsey, secondo cui entro il 2025 l’IoT potrebbe complessivamente valere una cifra compresa tra i 4000 e i 15000 miliardi di dollari, ivi comprese tutte le applicazioni a livello enterprise e consumer.

In attesa che i valori in campo acquisiscano una conformazione più certa, possiamo affermare con sufficienti margini di certezza che l’IoT costruirà un impatto economico importante soprattutto nel medio e lungo termine, quando le tecnologie di rete utili per garantire una connettività performante su larga scala saranno finalmente mature. Già oggi l’IoT costituisce il principale elemento abilitante dei vari ecosistemi smart.

Smart Manufacturing (Industria 4.0)

I sistemi IoT costituiscono una componente essenziale nella fabbrica intelligente, dove da tempo sono attivi sulle linee di produzione, quale naturale evoluzione degli apparati M2M e SCADA, con cui si integrano peraltro con soluzione di continuità. Come più volte accennato l’IoT industriale, più frequentemente noto come IIoT rappresenta ad oggi il comparto applicativo più solido e radicato della Internet of Things e rientra nel novero delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, il paradigma produttivo su cui si basa la fabbrica digitale. L’IIoT si integra molto spesso con altre tecnologie emergenti, come Big Data & Analytics, Realtà Aumentata, Robotica e Intelligenza Artificiale.

L’IoT in ambito industriale, oltre a costituire un fattore essenziale per lo sviluppo della Smart Factory, ha molto spesso rappresentato una palestra tecnologica per tecnologie successivamente adottate anche in altri contesti, in particolare quelli rivolti al mercato consumer.

Smart Agricolture

Altrimenti nota come agricoltura di precisione, la Smart Agricolture fa ampio uso di sistemi IoT per rendere sempre più tecnologica e interconnessa una filiera sempre più orientata verso le soluzioni digitali. Grazie a sensori evoluti, che possono essere facilmente installati su droni ed altri dispositivi controllabili in remoto, è possibile sviluppare applicazioni in grado di monitorare spazi incredibilmente estesi, rendendo più veloci, sicure e sostenibili moltissime operazioni che caratterizzano la produzione agricola in quello che viene identificato sotto il cappello mediatico dell’Agrifood.

Tra i moltissimi benefici che le aziende possono ottenere grazie ai sistemi IoT nella produzione agricola vi è la possibilità di ottimizzare i consumi di acqua, energia ellettrica, fertilizzanti, agrofarmaci, concimi e altre risorse fondamentali per alimentare le coltivazioni in maniera sempre più green e complessivamente sostenibile.

Smart City

La Smart City costituisce probabilmente l’ambito in cui la Internet of Things può esprimere il proprio potenziale nel modo più eterogeneo possibile, grazie alla varietà di applicazioni che caratterizzano i sistemi urbani interconnessi. In particolare, il ruolo delle soluzioni IoT consiste in larga prevalenza nel creare l’interfaccia relazionale tra i servizi smart gestiti dalla collettività e i cittadini chiamati ad avvalersene. Oltre alla componente puramente tecnologica si profila un enorme lavoro in termini di design della user experience.

Una Smart City è il risultato di un’ampia pluralità di fattori, che si fondano su una pianificazione urbanistica di moderna generazione, capace di andare oltre i presupposti morfologici per porre l’attenzione sui requisiti funzionali necessari per rendere più moderno ed efficiente il modo di vivere le città. La missione fondamentale dell’urbanistica e del governo del territorio diventa quella di migliorare progressivamente la qualità diffusa degli spazi e dei servizi per i cittadini, in modo da soddisfare in maniera sempre più puntuale le loro esigenze. Tale approccio consente di avere ricadute positive su moltissimi aspetti in termini sociali ed economici, nella direzione di rendere più inclusiva e sostenibile la cultura condivisa dell’abitare.

Grazie ai sistemi IoT, la Smart City riesce ad abilitare servizi essenziali come la gestione intelligente dei rifiuti e delle risorse idriche, oltre al controllo automatizzato dei sistemi di irrigazione, degli impianti semaforici, dei parcheggi urbani e dei sistemi di videosorveglianza, illuminazione stradale e pubblica. Grazie alla sensoristica, gli impianti possono ad esempio regolare l’erogazione in funzione delle effettive necessità. Non avrebbe ad esempio alcun senso illuminare a giorno un’area totalmente deserta. L’azione dei sensori di prossimità e degli impianti di videosorveglianza possono al tempo stesso assicurare la sicurezza dei luoghi e la loro corretta illuminazione, funzionale al flusso di traffico effettivamente presente. Per abilitare tali sistemi è necessario un approccio attivo, che la sensoristica e le capacità elaborative dei sistemi IoT sono ormai perfettamente in grado di garantire.

Dal punto di vista tecnologico, un aspetto rilevante è costituito dalla centralità del dato, che nel caso della Smart City risiede soprattutto negli aspetti relativi alla sua governance. Mettere in relazione un ecosistema fondato su molte tecnologie differenti, oltretutto dovendo garantire in piena regola il rispetto delle normative e i disciplinari legati agli appalti pubblici costituisce una sfida decisamente ambiziosa. Ciò vale in particolar modo per quegli enti locali che non sempre sono strutturati per far fronte in maniera autonoma ad un onere gestionale di questa portata, con il rischio che la spinta innovativa, qualora vi sia la volontà politica di procedere, si areni bruscamente contro gli scogli della burocrazia. Un film già visto, soprattutto quando l’attore protagonista è la PA italiana.

Le amministrazioni virtuose hanno da tempo intrapreso l’adozione di strumenti come gli Open Data, svincolati da una tecnologia proprietaria in modo da poter essere condivisi, pur non senza complessità, tra varie applicazioni. Gli Open Data costituiscono dunque uno strumento essenziale per garantire la sopracitata trasparenza nelle procedure pubbliche, ma da questo punto di vista c’è ancora moltissimo lavoro da fare.

Smart Mobility

La mobilità urbana ed interurbana costituisce puntualmente un pilastro nei programmi legati all’innovazione e allo sviluppo sostenibile, come ribadito da ogni programma UE che viene pubblicato. I progetti nell’ambito della mobilità consentono di ottenere importanti finanziamenti e di far partire concretamente i cantieri delle infrastrutture.

I sistemi IoT contribuiscono in maniera essenziale allo sviluppo della Smart Mobility, o mobilità intelligente, in vari aspetti che vanno dalla guida autonoma al controllo del traffico urbano, a sua volta connesso con altri servizi della Smart City. La sensoristica dei sistemi IoT riveste un ruolo chiave anche in termini di sicurezza infrastrutturale, grazie agli impianti di monitoraggio su ponti, viadotti, gallerie ed altre sedi viabili.

I sistemi IoT vengono inoltre utilizzati anche in altri contesti legati alla mobilità, come quelli delle reti ferroviarie e marittime, introducendo l’era dello Smart Vehicle, il veicolo intelligente, dotato di impianti in grado di recepire le variabili ambientali ed agire in maniera informata per ottimizzare le rotte, evitare situazioni di imminente pericolo e, in generale, automatizzare una serie di procedure che tradizionalmente venivano svolte esclusivamente dall’uomo, con tutti i pro e i contro del caso. I sistemi di guida autonoma costituiscono un passo essenziale nella loro evoluzione, ma non sono certamente l’unica variabile in gioco all’interno di un ecosistema così complesso.

Smart Building

Gli edifici intelligenti sono capaci di autoregolamentarsi grazie all’azione dei sensori attivi in varie parti del manufatto e nelle sue immediate vicinanze. In buona parte si tratta di concepire sulla scala del singolo edificio quanto avviene a livello urbano nella Smart City, di cui lo Smart Building entra sostanzialmente a fare parte. I sistemi IoT rivestono un ruolo essenziale per controllare gli impianti di illuminazione, di erogazione dell’energia elettrica agendo sugli impianti fotovoltaici ed altre fonti di energia rinnovabile.

Sul fronte della ricerca sta prendendo sempre più piede l’impiego degli Smart Material, dotati di proprietà chimiche e fisiche che, mediante sensori integrati, consentono di stabilire una relazione interattiva con l’ambiente. Si tratta di tecnologie particolarmente onerose ed ancora poco diffuse, ma che costituiscono un autentico game changer a medio e lungo termine.

Grazie a tali dispositivi è possibile creare applicazioni integrate nei componenti edilizi che consentono ad esempio di autoripararli nel caso in cui venissero rilevate delle tensioni anomale rispetto a quelle predefinite. Il monitoraggio consente di creare una storia dell’edificio che, dati alla mano, consente analisi avanzate anche in funzione di implementare i processi di manutenzione predittiva, molto più efficienti rispetto alla tradizionale manutenzione programmata.

Smart Home

La domotica è un ambito molto diffuso in cui l’IoT è stato implementato forse ancora prima che si chiamasse così. La Smart Home è l’insieme delle funzioni intelligenti e interconnesse che possiamo ritrovare nel contesto di un’unità di civile abitazione e pertanto è caratterizzata da una vocazione prevalentemente consumer, in quanto il primo destinatario delle sue applicazioni coincide con una persona comune, non per forza dotata di particolari competenze dal punto di vista tecnologico.

La domotica si compone di funzioni interconnesse ad un sistema di gestione centrale, in locale o in remoto, che consente spesso di controllare più dispositivi attraverso una unica e comoda interfaccia semplificata, la cui user experience è progettata per essere davvero alla portata di tutti. Parliamo di dispositivi come le prese elettriche controllate, gli antifurti, le videocamere, i termostati, le lampade e i piccoli e grandi elettrodomestici che possiamo connettere e controllare mediante ecosistemi diffusi come Amazon Alexa, Google Nest ed applicazioni proprietarie di brand specializzati nella domotica. L’obiettivo di un sistema IoT per la Smart Home è sempre quello di gestire attraverso un’unica piattaforma vari dispositivi interconnessi, anche con funzionalità molto differenti tra loro.

Per abilitare un sistema Smart Home, oltre ai singoli device dotati di funzionalità IoT, sono sufficienti un semplice router Wi-Fi domestico e una app mobile, che fa dello smartphone il principale controller a disposizione dell’utente finale.

Tipologie di IoT

Le tipologie di IoT si differenziano in base all’uso specifico, al contesto applicativo e agli obiettivi che si prefiggono di raggiungere. Di seguito, esploriamo le principali categorie di IoT, illustrando le loro caratteristiche, applicazioni e potenzialità.

IoT Consumer

L’IoT consumer, o IoT per i consumatori, comprende dispositivi utilizzati quotidianamente dalle persone per migliorare la qualità della vita, la comodità e l’efficienza energetica. Questi dispositivi includono:

Smart Home Devices: termostati intelligenti come Nest, sistemi di sicurezza, serrature smart, assistenti domestici come Amazon Echo e Google Home, e illuminazione intelligente.

Wearable Devices: orologi intelligenti come l’Apple Watch, fitness trackers come Fitbit, che monitorano la salute e l’attività fisica.

Healthcare Devices: dispositivi per il monitoraggio della salute, come quelli per la misurazione del glucosio nel sangue o dispositivi cardiaci connessi.

IoT Industriale (IIoT)

L’IoT industriale si concentra sull’applicazione di tecnologie IoT in ambito industriale, per migliorare l’efficienza, la sicurezza e i processi produttivi. Questi dispositivi sono progettati per ambienti difficili e sono spesso costruiti per resistere a condizioni estreme.

Manutenzione Predittiva: sensori che monitorano le condizioni delle macchine e avvertono gli operatori in caso di deterioramento imminente.

Ottimizzazione della catena di fornitura: sensori e RFID utilizzati per tracciare i materiali e i prodotti lungo la catena di fornitura.

Automazione e controllo: sistemi che integrano sensori e attuatori per automatizzare i processi di produzione.

IoT per le Smart Cities

L’IoT per le smart cities mira a migliorare la qualità della vita urbana attraverso l’ottimizzazione dei servizi cittadini e delle infrastrutture.

Gestione del traffico e dei trasporti: sensori che regolano i flussi di traffico e migliorano la gestione del trasporto pubblico.

Monitoraggio Ambientale: sensori che controllano la qualità dell’aria e il livello di rumore.

Infrastrutture Intelligenti: sistemi di illuminazione pubblica intelligente e gestione dei rifiuti automatizzata.

IoT Agricolo

L’IoT agricolo, o agro-IoT, applica la tecnologia IoT all’agricoltura per aumentare l’efficienza, la produzione e la sostenibilità.

Monitoraggio delle colture: sensori che misurano umidità, temperatura del suolo e nutrienti per ottimizzare l’irrigazione e la fertilizzazione.

Gestione del bestiame: collari con sensori GPS e biometrici per monitorare la salute e il comportamento del bestiame.

Agricoltura di precisione: droni e altri dispositivi autonomi per mappare e trattare le colture in modo efficiente.

IoT Medico

Questo segmento si concentra sull’integrazione della tecnologia IoT nell’assistenza sanitaria per migliorare i trattamenti medici e la cura dei pazienti.

Monitoraggio remoto dei pazienti: dispositivi che raccolgono dati sulla salute del paziente in tempo reale e li inviano ai medici.

Gestione delle emergenze: dispositivi che possono rilevare situazioni critiche come cadute o anomalie cardiache e avvisare i servizi di emergenza.

Dispositivi impiantabili: pacemaker e altri dispositivi medici che possono essere monitorati e controllati a distanza.

IoT e Digital Transformation

L’Internet of Things (IoT) gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione digitale, fornendo alle aziende la capacità di connettere il mondo fisico a quello digitale. Questa connessione sta cambiando radicalmente il modo in cui operano, interagiscono con i clienti e sviluppano nuovi modelli di business. L’IoT rappresenta un ecosistema di dispositivi, sensori e attuatori che comunicano tra loro e con piattaforme centralizzate tramite la rete Internet, raccogliendo dati che vengono poi analizzati per estrarre informazioni preziose.

Nel settore manifatturiero, questa tecnologia si è rivelata un elemento chiave dell’Industria 4.0. I sensori installati sui macchinari consentono di monitorare in tempo reale le condizioni delle apparecchiature, permettendo di prevedere guasti e ottimizzare i processi produttivi. Grazie all’automazione avanzata e all’analisi dei dati, le aziende possono migliorare la produttività, ridurre i tempi di fermo e rispondere rapidamente alle variazioni della domanda.

Anche nell’agricoltura, l’IoT ha portato innovazioni significative. I sensori nel terreno monitorano l’umidità, la temperatura e i nutrienti, aiutando gli agricoltori a ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare la produzione. Droni e immagini satellitari forniscono una mappatura dettagliata dei campi, permettendo una gestione più precisa delle colture.

Nel settore sanitario, i dispositivi indossabili e i sensori connessi permettono ai medici di monitorare la salute dei pazienti a distanza. Questo ha rivoluzionato l’assistenza sanitaria, fornendo cure personalizzate e riducendo i ricoveri ospedalieri. Gli ospedali possono inoltre gestire meglio le risorse, migliorando l’efficienza e riducendo i tempi di attesa.

Le città intelligenti sfruttano l’IoT per ottimizzare i servizi pubblici. Sensori distribuiti monitorano il traffico, la qualità dell’aria e l’illuminazione pubblica, consentendo alle autorità di rispondere rapidamente ai problemi e migliorare la vivibilità urbana. Nel settore automobilistico, l’IoT sta aprendo nuove opportunità con i veicoli connessi e la telematica assicurativa, che permettono di sviluppare polizze personalizzate in base al comportamento di guida.

Nonostante le sfide legate alla sicurezza informatica e alla privacy, l’IoT offre opportunità senza precedenti. Fornisce alle aziende la possibilità di creare nuovi modelli di business basati sui dati, migliorare l’efficienza operativa e offrire esperienze personalizzate ai clienti. In un mondo in cui la digitalizzazione sta cambiando radicalmente il modo in cui viviamo e lavoriamo, l’IoT è la chiave per sbloccare il pieno potenziale della trasformazione digitale.

Lo stato attuale dell’IoT e cosa riserva il futuro

Per quanto le applicazioni IoT siano già molto diffuse sia nel contesto enterprise che nel mercato consumer, l’impressione è di trovarsi ancora nelle fasi primordiali dello sviluppo di una tecnologia destinata a capillarizzare l’interattività tra dispositivi e utenti sempre più coinvolti in una realtà che pare inevitabilmente destinata alla costante connessione tra il mondo reale e i suoi alter ego digitali.

Ormai la maggior parte dei dispositivi tecnologici con cui siamo chiamati ad interagire ogni giorno è puntualmente connessa a Internet, in un trend che si preannuncia in costante crescita, fino alle previsioni miliardarie che ci attendono nel futuro prossimo. Crisi dei chip permettendo, il costo dei sensori e dei device edge sta diventando sempre più accessibile, offrendo ai produttori un crescente numero di opzioni per quanto concerne la connettività degli endpoint.

Secondo Gartner, il volume d’affari riconducibile alle tecnologie IoT aumenterà del 30% ogni anno, fino ad arrivare a circa 75 miliardi di device interconnessi entro il 2025 (fonte Statista). Nelle sue previsioni, IDC si sbilancia ulteriormente, arrivando ad ipotizzare addirittura 80 miliardi di device IoT nel medesimo lasso di tempo.

È evidente come se la prima fase evolutiva dell’IoT sia stata di natura prevalentemente tech driven, quanto ci attende da ora in avanti vada soprattutto in una direzione sempre più funzionale ad obiettivi di business ben precisi, in quanto le aziende stanno diventando sempre più consapevoli del potenziale dell’IoT nelle rispettive applicazioni. È infatti evidente, a differenza di quanto accade per altre tecnologie emergenti, come l’IoT non sia caratterizzato da un unico mercato di riferimento, ma sia nativamente orientato secondo gli ambiti applicativi che abbiamo precedentemente elencato, e in molti altri in cui si sta rapidamente diffondendo.

In ambito enterprise una fortissima richiesta di tecnologia IoT è attesa a livello di ottimizzazione della supply chain, dove l’analisi in tempo reale dei dati, riferiti in modo capillare su quanto accade lungo l’intera filiera, costituisce un autentico game changer in termini di efficienza complessiva.

Se la fase che stiamo vivendo è caratterizzata da una notevole frammentazione a livello di standard, non è da escludere che nel medio termine si possa finalmente assistere all’affermazione di alcuni framework di riferimento, almeno per quanto riguarda le applicazioni verticali dell’IoT.

La principale sfida che attende il mercato dell’IoT è infatti rappresentato dall’interoperabilità, considerando che le aziende saranno costrette ad acquisire tecnologia da molti vendor differenti, dovendo in qualche modo mettere in relazione sistemi differenti con basi di dati il più possibile comuni.

Si pensi ad esempio alle applicazioni per l’analisi dei dati in tempo reale, garantire dai principali hyperscaler del mercato cloud. Ognuno utilizza tecnologie e standard proprietari, per varie motivazioni, che spaziano dal garantire un livello di performance e un controllo più elevato, al cercare una condizione di lock-in per fidelizzare, con tutti i pro e i contro del caso, la propria base di utenti.

L’analisi dei dati costituisce una attività imprescindibile nell’era del digitale, per cui l’IoT stabilirà connessioni sempre più solide e frequenti con altre tecnologie emergenti, in primis l’Intelligenza Artificiale, anche in funzione degli investimenti che le aziende stanno in questa direzione. Le tecniche di Machine Learning consentono di effettuare analisi incredibilmente potenti e dettagliate, con il vantaggio di implementare continuamente conoscenza in un sistema destinato a diventare sempre più performante nel corso del tempo.

Per contro, il proliferare di sistemi IoT comporterà un sensibile aumento dei rischi per quanto concerne la sicurezza informatica. La cybersicurezza comporta un costo che molte aziende reputano ancora un extra, non una inevitabile parte in causa quando si intende implementare in maniera diffusa sistemi IT/OT perennemente connessi ad una rete in cui possono esservi delle vulnerabilità che i cybercriminali e i cyberspioni possono sfruttare a loro vantaggio.

La cultura aziendale legata alla sicurezza informatica delle architetture edge computing e dei sistemi IoT sarà quindi uno dei temi chiave e ricorrenti nei prossimi anni, di pari passo con le questioni legate alla privacy dei dati, soprattutto quando ci si avvale anche di servizi in cloud pubblico, con tutte le implicazioni relative alla sovranità dei dati. È quindi estremamente importante capire quali dati vengono archiviati, limitando la condivisione al minimo indispensabile per garantire il corretto funzionamento delle operazioni.

Il futuro dell’IoT comporta ovviamente anche molti altri fattori di natura puramente tecnologica, come l’evoluzione della connettività, in grado di garantire una maggior copertura e una maggior velocità, ai fini di implementare le architetture cloud-to-edge dotate di tempi di latenza compatibili con il regolare svolgimento delle operazioni. I device IoT saranno sempre più potenti per quanto riguarda i processi computazionali on-board, a tutto vantaggio del pre-processing e dell’elaborazione in tempo reale dei dati in prossimità con il loro punto di acquisizione. La progressiva diffusione dei sistemi IoT li renderà via via sempre più economici, favorendo ulteriormente lo sviluppo e la configurazione di nuovi layout.

La situazione in Italia

Negli ultimi anni, il mercato dell’Internet of Things (IoT) in Italia ha vissuto un’espansione considerevole, superando i 7 miliardi di euro nel 2023. Questa crescita rapida è stata alimentata da un contesto nazionale sempre più orientato alla digitalizzazione e dall’entusiasmo verso soluzioni tecnologiche innovative. I principali motori che hanno spinto questa espansione includono incentivi governativi mirati, la crescente digitalizzazione delle imprese e l’implementazione di infrastrutture tecnologiche come il 5G.

Tra i settori che stanno guidando questa rivoluzione tecnologica, lo smart manufacturing si trova in prima linea. Conosciuto anche come Industria 4.0, questo settore sta adottando in modo crescente tecnologie IoT per migliorare l’efficienza operativa e la produttività. In particolare, le soluzioni di manutenzione predittiva, monitoraggio remoto delle macchine e automazione dei processi stanno diventando fondamentali per le aziende che desiderano rimanere competitive in un mercato globale sempre più dinamico. L’introduzione del Piano Transizione 4.0, con una serie di incentivi e agevolazioni fiscali, ha ulteriormente incoraggiato le imprese manifatturiere a investire in queste tecnologie.

Un altro settore in forte crescita è quello degli edifici intelligenti. La gestione automatizzata di sistemi di illuminazione, riscaldamento e sicurezza sta rapidamente guadagnando terreno, sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni di edifici esistenti. Gli edifici intelligenti non solo migliorano il comfort degli occupanti, ma contribuiscono anche a una maggiore efficienza energetica, grazie a un utilizzo più consapevole delle risorse. Questo rende le soluzioni IoT nel settore dei “smart building” particolarmente appetibili per le aziende che puntano alla sostenibilità e alla riduzione dei costi.

Le città italiane stanno inoltre implementando iniziative di smart city per migliorare la gestione dei servizi pubblici. Da Nord a Sud, molte amministrazioni locali stanno adottando sistemi di illuminazione intelligente, gestione avanzata dei rifiuti e soluzioni per la mobilità urbana. Questi progetti mirano a rendere le città più sostenibili e vivibili, offrendo una migliore qualità della vita ai cittadini.

Nel settore delle utility, l’implementazione di contatori intelligenti ha portato una rivoluzione nella gestione dell’elettricità, dell’acqua e del gas. Grazie al monitoraggio in tempo reale e alla gestione remota delle reti, le aziende possono ottimizzare le operazioni e ridurre gli sprechi, offrendo al contempo ai consumatori una maggiore trasparenza sui propri consumi.

Il settore automobilistico, anch’esso in evoluzione, vede una crescente diffusione di veicoli connessi e servizi telematici. La telematica assicurativa, che consente di personalizzare le polizze in base al comportamento di guida, sta trovando sempre più spazio, così come le auto connesse, che offrono ai conducenti servizi di infotainment e diagnostica avanzata.

Nonostante il clima positivo, il mercato IoT italiano affronta alcune sfide cruciali. La sicurezza informatica è una delle preoccupazioni principali, dato che l’interconnessione di dispositivi espone le aziende a nuovi rischi. Allo stesso tempo, l’assenza di standard comuni e la mancanza di interoperabilità tra sistemi diversi rappresentano ostacoli all’integrazione efficace delle soluzioni IoT. Tuttavia, l’introduzione della rete 5G promette di aprire nuove opportunità, migliorando la connettività e consentendo casi d’uso prima impensabili.

L’ecosistema IoT italiano è caratterizzato dalla presenza di aziende tecnologiche consolidate, operatori di telecomunicazioni, system integrator e un crescente numero di startup innovative. Questa diversità crea un terreno fertile per l’innovazione e la collaborazione, favorendo la creazione di nuove soluzioni e modelli di business. Inoltre, l’integrazione con tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e il cloud computing sta aprendo nuove possibilità per la gestione e l’analisi dei dati.

In conclusione, il mercato IoT in Italia si trova in una fase di espansione significativa. Grazie all’entusiasmo verso le nuove tecnologie e a un ecosistema sempre più maturo, l’Italia sta emergendo come un attore di rilievo nel panorama IoT globale. Nonostante le sfide, le opportunità offerte dall’integrazione di tecnologie innovative e dalla crescita della digitalizzazione sono immense, promettendo un futuro prospero per il settore.

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