Nel Forum di Cernobbio del 5 settembre 2025, Microsoft Italia ha annunciato l’arrivo ufficiale di Microsoft Elevate sul territorio nazionale, con l’obiettivo di formare oltre 400.000 persone nei prossimi due anni tramite corsi, certificazioni e strumenti concreti per affrontare l’intelligenza artificiale (AI) con competenza.
Questo programma è parte di un più ampio impegno globale: Microsoft ha messo sul piatto circa 4 miliardi di dollari di investimenti, donazioni tecnologiche e risorse formative, con la visione di raggiungere 20 milioni di persone nel mondo con credenziali AI richieste dal mercato.
I dati e i segnali che contano davvero
L’iniziativa non nasce nel vuoto. È accompagnata da un Osservatorio, chiamato AI Skills 4 Agents Observatory, realizzato con TEHA Group, che mappa l’adozione dell’AI generativa e agentica nel sistema produttivo italiano.
Alcuni dati:
- l’adozione complessiva di AI generativa nelle imprese (a livello individuale, di team o aziendale) è passata dal 51% (2023) all’84,7% (2024): una crescita del ~66%;
- i principali benefici segnalati: efficienza e produttività (64%), assistenza al cliente (39%), ottimizzazione dei processi di progettazione (36%);
- l’adozione di agenti AI e AI agentica (cioè sistemi che possono agire in autonomia proattiva per raggiungere obiettivi complessi) rimane molto contenuta: solo il 2,3% delle imprese italiane la utilizza, contro una media europea del ~4,2%;
- il gap di competenze è segnalato come ostacolo significativo: solo il 46% degli italiani ha competenze digitali di base, e 67% delle imprese dichiara mancanza di know-how sull’implementazione dell’AI (il dato sale al 70% quando si parla di agentic AI).
Perché Microsoft Elevate può diventare leva strategica per le PMI
Eccoci al nodo centrale: cosa può fare una PMI italiana concretamente con Elevate? Quali opportunità emergono, quali sfide è bene prepararsi ad affrontare?
Proviamo a riassumere tutto nella tabella che segue:

Tabella esplicativa: i possibili vantaggi di Microsoft Elevate e le opportunità per le PMI (elaborazione interna a cura di Gruppo OTS)
Sfide e ambiti in cui serve attenzione
Attenzione però, nel percorso non tutto è facile: ecco dove le PMI devono fare da subito attenzione per non “inciampare” e commettere errore o essere sottoposte a rischi inattesi:
- Costi nascosti e impegno organizzativo
Anche se la formazione viene dall’esterno, introdurre AI richiede risorse: tempo per la formazione, adattamento dei processi, creazione di infrastrutture (cloud, dati, sicurezza). Serve mettere in conto l’investimento non solo in dollari o euro, ma in cambiamento interno. - Interoperabilità e integrazione
Spesso le PMI hanno sistemi preesistenti, legacy, software non uniforme: integrare modelli AI o agenti agentici significa valutare compatibilità, gestione dei dati, connettività, sicurezza. - Gestione del rischio
AI può portare benefici, ma anche rischi (errori, bias, privacy, responsabilità legale). È importante adottare politiche interne, verifiche, standard, e utilizzare strumenti con sicurezza integrata. - Formazione continua
Le competenze digitali evolvono rapidamente, soprattutto in AI. Non bastano una serie di corsi iniziali: serve cultura interna di aggiornamento continuo, sperimentazione, confronto con altri attori del settore. - Maturità organizzativa
L’adozione di AI agentica richiede che l’azienda sia pronta a delegare automazioni complesse, a cambiare flussi decisionali, a ridisegnare ruoli. Serve leadership che comprenda non solo la tecnologia ma anche il cambiamento umano, culturale.
Strategie operative per l’adozione di Microsoft Elevate
L’introduzione del programma Microsoft Elevate in Italia apre una serie di prospettive operative che possono orientare il sistema produttivo verso un utilizzo più consapevole e strutturato dell’intelligenza artificiale. Alcuni passaggi appaiono particolarmente significativi per favorire un’adozione progressiva ed efficace.
Un primo ambito riguarda la mappatura dei processi interni, volta a individuare le aree aziendali che possono trarre immediato beneficio dall’integrazione di soluzioni basate su AI generativa. Funzioni come il servizio clienti, l’automazione di attività ripetitive, la reportistica e l’analisi dei dati rappresentano oggi campi di applicazione privilegiati. Al tempo stesso, la mappatura consente di distinguere i processi che richiedono ancora un forte intervento manuale e che, in prospettiva, potrebbero essere automatizzati.
Un secondo elemento riguarda il coinvolgimento del management attraverso la definizione di obiettivi chiari e misurabili: riduzione dei tempi di esecuzione, contenimento dei costi, miglioramento della qualità dei processi e, in alcuni casi, introduzione di innovazioni di prodotto o servizio. La misurazione costante dei risultati rappresenta un fattore cruciale per comprendere l’effettiva efficacia delle iniziative avviate.
Altrettanto importante risulta la collaborazione con partner locali e associazioni di categoria, in particolare quelle che aderiscono all’AI Skills Alliance. L’adesione a reti e programmi formativi consente di accedere a risorse condivise, rafforzare le competenze e favorire la diffusione di una cultura dell’innovazione.
Sul piano operativo, una pratica diffusa è l’avvio di progetti pilota in ambienti controllati (sandbox), con particolare riferimento all’AI agentica. Questi progetti consentono di sperimentare nuove soluzioni su scala ridotta, valutare rischi e benefici e preparare un’eventuale estensione a livello organizzativo.
Infine, emerge l’esigenza di un’attenta gestione del capitale umano. L’adozione di tecnologie avanzate richiede percorsi di comunicazione interna e programmi di formazione che non si limitino agli aspetti tecnici, ma che abbraccino anche la dimensione culturale. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale viene interpretata non come strumento sostitutivo, ma come leva di potenziamento e valorizzazione delle competenze esistenti.
Oltre la formazione: un cambiamento di paradigma
Microsoft Elevate si configura quindi come un’iniziativa che va oltre la semplice offerta di corsi e percorsi didattici. Il programma rappresenta un segnale della trasformazione in atto: il paradigma produttivo e tecnologico italiano si muove con decisione verso l’adozione dell’intelligenza artificiale.
Per il tessuto delle piccole e medie imprese, spesso caratterizzato da vincoli di budget e di risorse, tale iniziativa contribuisce a ridurre barriere finora ritenute difficilmente superabili (economiche, di competenza e di accesso alle tecnologie). La trasformazione non è automatica, ma la disponibilità di strumenti, competenze e reti di supporto rende il cambiamento praticabile.


