Il cloud privato si dimostra un’opzione di sempre maggiore interesse grazie alle proprie caratteristiche. Vediamo allora cos’è e perché piace sempre di più alle aziende e non solo


Il private cloud sta attirando un grande interesse. Lo conferma la previsione riguardante il mercato globale dei servizi di cloud privato che raggiungerà i 13,2 miliardi di dollari entro il 2026, come stima Global Industry Analysts. Già nel 2020 IDC segnalava che l’89% delle imprese campione (per bocca dei dirigenti e professionisti IT intervistati) aveva in previsione di puntare su un’infrastruttura di “nuvola privata” nei successivi 12 mesi.

Il perché di questo interesse è riconducibile a quanto già messo in luce con il public cloud: la possibilità di contare su infrastrutture, servizi e risorse di cloud computing.

In più, come vedremo meglio, contare su un servizio privato, ovvero a uso di una sola organizzazione, è un’opzione particolarmente interessante per diverse imprese.

Cos’è il private cloud – o cloud privato

Il private cloud, o ancor meglio il cloud computing privatoprecisa Gartner – è una forma di cloud computing impiegato da una sola organizzazione. Può essere posseduta, gestita e operata dall’organizzazione o da una terza parte.

Il cloud privato è un’infrastruttura scalabile, affidabile ed elastica di servizi informatici offerti su Internet o su una rete interna privata: stiamo parlando di soluzioni analoghe a quelle del cloud in termini di storage, applicazioni e risorse virtuali. Più semplicemente, può essere costituito da un server, un data center o una rete distribuita.

Quando si progetta l’infrastruttura di un cloud privato, le esigenze specifiche della società e i controlli amministrativi specifici sono integrati con le preoccupazioni di archiviazione. Lo scopo è consentire la facilità di accesso e manipolazione dei dati e aumentare il livello di sicurezza.

L’infrastruttura può essere ubicata presso la sede aziendale o fuori sede in un altro luogo comunque accessibile dal proprietario dei dati.

Le “nuvole private” richiedono un certo impegno per il team aziendale IT per gestire e proteggere un ambiente aziendale virtualizzato, ma offrono diversi vantaggi come la flessibilità di personalizzare il cloud per soddisfare le esigenze aziendali attuali e mutevoli, il controllo derivante dalla proprietà, contando in ogni caso su doti di scalabilità ed efficienza tipici di un cloud pubblico. I costi iniziali sono significativi, ma possono essere ammortizzati a lungo termine.

I suoi vantaggi

Contare su un cloud privato ha i suoi vantaggi. Partiamo dalla tecnologia di virtualizzazione che è alla base di tutti i tipi di cloud computing. La maggior parte dei server sono sottoutilizzati e la virtualizzazione fornisce agli utenti del cloud privato un migliore utilizzo delle risorse, il che significa che i carichi di lavoro possono essere distribuiti su un server fisico diverso man mano che cambiano le richieste dei servizi. Spesso si legge che il cloud privato è più costoso. In parte è così, ma va anche detto che la sua flessibilità e il migliore utilizzo delle risorse possono aiutare le organizzazioni a garantire le prestazioni delle applicazioni, ma anche a ridurre i costi ottenendo il massimo dai loro server. Un esempio in questo senso lo offre Bank of America. Il proprio CEO, Brian Moynihan, aveva rivelato già nel 2019 che il colosso finanziario stava risparmiando 2 miliardi di dollari all’anno costruendo il proprio cloud privato, piuttosto che esternalizzare il lavoro ad aziende come Amazon, Microsoft e Google. Gli sforzi di Bank of America per costruire le proprie infrastrutture di private cloud sono iniziati nel 2013. Hanno potuto appurare che le spese dedicate sono state ridotte di circa il 40%.

Il private cloud, inoltre, offre efficienza: l’approccio as-a-service consente al nucleo IT di servire un pool in espansione di applicazioni, divisioni ed esigenze senza un’espansione commisurata di persone, attrezzature e pavimenti. Concentrandosi sulla fornitura di una serie di SLA – Service Level Agreement da un’infrastruttura e un approccio comuni, le organizzazioni IT possono diventare più esperte nelle loro scelte, esternalizzare le infrastrutture specializzate a Managed Service Provider specializzati e lasciare spazio per acquisire nuove competenze in aree in crescita, come i container.

La volontà di contare su un private cloud è spesso dovuta a una richiesta di maggiore sicurezza (come vedremo più avanti). Che sia a causa di vincoli normativi o per preoccupazioni di security più generali, in determinati settori gli operatori sono obbligati a custodire i dati nella propria infrastruttura IT.

Un cloud privato può fornire vantaggi di sicurezza rispetto a un cloud pubblico perché, mentre qualsiasi “nuvola” richiede una robusta protezione antivirus e firewall, un sistema privato gira su alcune macchine fisiche, il che rende la sua sicurezza fisica più facile da garantire. L’accesso al cloud è anche più sicuro con un ambiente privato perché vi si accede attraverso collegamenti di rete privati e sicuri, anziché attraverso Internet pubblico.

Quando utilizzare il private cloud

Il cloud privato è più adatto in alcuni comparti industriali. Un primo caso sono le imprese altamente regolamentate e le agenzie governative, oltre a quelle che gestiscono dati sensibili. Altrettanto preferibile è l’impiego del private cloud per le aziende che hanno bisogno di un forte controllo e sicurezza sui loro carichi di lavoro IT e sull’infrastruttura sottostante.

È un’opzione ideale per aziende tecnologiche che richiedono un forte livello di sicurezza e controllo dell’infrastruttura sottostante e dei loro carichi di lavoro IT oppure per grandi imprese che richiedono tecnologie avanzate di data center per operare in modo economico ed efficiente.

Anche le grandi organizzazioni che possono permettersi di investire in disponibilità e tecnologie ad alte prestazioni possono trovare nel private cloud una soluzione ottimale.

Detto questo vale la pena segnalare alcuni fornitori dedicati. Microsoft Azure, AWS e Google Cloud possono fornire servizi specifici, oppure possono essere utilizzati da altri fornitori che offrono servizi a valore aggiunto per gestire cloud privati per altri. In altri casi, i fornitori forniscono tutta l’infrastruttura hardware e software sottostante per il cloud. In quest’ultimo senso, gli esempi sono HPE, Red Hat e Dell.

Qual è la differenza tra private cloud e public cloud?

Il cloud pubblico, come abbiamo avuto modo di scrivere, si riferisce a un modello di cloud computing in cui i servizi IT sono ospitati e mantenuti da un fornitore esterno e poi suddivisi tra più tenant attraverso la rete. La caratteristica distintiva della soluzione di cloud pubblico è la sua alta scalabilità ed elasticità per fornire servizi in abbonamento a basso costo.

Chiamato anche cloud aziendale o interno, il cloud privato è – lo ribadiamo – una soluzione cloud dedicata all’uso da parte di una sola organizzazione e fornita attraverso una rete privata sicura. Le risorse del data center possono essere situate in sede o ospitate fuori sede da un fornitore terzo. Questo offre maggiore controllo e visibilità sull’infrastruttura, permettendoti così di personalizzare il cloud privato per soddisfare le tue esigenze aziendali e di sicurezza uniche.

I pregi del public cloud sono diversi: l’elevata flessibilità e scalabilità per soddisfare le richieste fluttuanti del carico di lavoro, le opzioni di prezzo flessibili e la possibilità di vedere ridotte la complessità e la necessità di avere competenze IT interne. È il fornitore a gestire l’infrastruttura.

Infine, la flessibilità dei prezzi relativi ai servizi effettivamente utilizzati consente alle aziende che ne fruiscono di pagare solo i servizi di cui hanno bisogno e di seguire strategie di crescita snelle. Il public cloud ha anche delle lacune: per l’uso su larga scala nelle medie e grandi imprese, il costo totale di proprietà può aumentare notevolmente. Il basso livello di controllo e la visibilità dell’infrastruttura possono non essere sufficienti per rispettare tutte le normative e non è l’ideale per applicazioni IT mission-critical sensibili alla disponibilità e alla sicurezza.

C’è un’altra opzione da considerare: l’impiego dell’hybrid cloud. Esso si riferisce a un ambiente misto di computing, storage e servizi composto da un’infrastruttura on-premises, servizi cloud privati e un cloud pubblico, come Amazon Web Services (AWS) o Microsoft Azure, con orchestrazione tra le varie piattaforme. Utilizzare una combinazione di cloud pubblici, computing on-premises e cloud privati nel proprio data center significa avere un’infrastruttura hybrid cloud. Il vantaggio principale di un cloud ibrido è l’agilità. La necessità di adattarsi e cambiare direzione rapidamente è un principio fondamentale di un business digitale. Diverse aziende potrebbero volere (o aver bisogno) di combinare cloud pubblico e privato e risorse on-premises per ottenere l’agilità di cui ha bisogno per un vantaggio competitivo. L’opzione ibrida diviene così interessante.

Il private cloud è più sicuro?

Dal punto di vista della sicurezza, il private cloud offre un maggiore controllo. Gli amministratori interni hanno più flessibilità quando si tratta di implementare e accedere agli strumenti di sicurezza. Inoltre, con la “nuvola privata”, l’azienda ottiene il pieno controllo e la visibilità sulla sua “security posture” (lo stato di sicurezza delle reti, delle informazioni e dei sistemi di un’impresa basato sulle risorse di sicurezza dell’informazione), e può personalizzarla per adattarla alle sue esigenze specifiche.

La popolarità degli ambienti di cloud privato per le organizzazioni con preoccupazioni di conformità è dovuta ai suoi benefici in termini di sicurezza e controllo. Ma non solo: i fornitori di servizi che offrono private cloud in hosting possono aiutare ad affrontare contesti normativi rigorosi come la Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA, la legge federale USA che prevede standard nazionali per proteggere le informazioni sanitarie sensibili dei pazienti) oppure lo standard PCI (Payment Card Industry data security standard). Alcune organizzazioni potrebbero avere poca scelta se non quella di utilizzare un cloud privato per ottenere i vantaggi del cloud computing pur mantenendo la conformità normativa.

Gli stessi esperti di sicurezza tendono a raccomandare un cloud privato perché può fornire vantaggi di sicurezza rispetto a un cloud pubblico.

L’accesso al cloud è anche più sicuro con un ambiente di cloud privato perché vi si accede attraverso collegamenti di rete privati e sicuri, piuttosto che attraverso Internet pubblico.