Il processo di integrazione dei sistemi e dei componenti fisici e virtuali del sistema di un’organizzazione aziendale è imprescindibile. Ecco perché occorre conoscere la system integration


Parlare di system integration significa trattare di uno degli aspetti più importanti riguardante la vita aziendale presente e futura. Dalla pandemia in poi, chi oggi può dire di poter rinunciare ad hardware e software, a gestire il proprio business senza l’IT? Ecco, allora che l’integrazione di sistemi e di processi diventa vitale. Non serve nemmeno dire che è in crescita esponenziale: già nel 2021 il mercato mondiale dedicato è stato valutato 327,70 miliardi di dollari (fonte: Grand View Research). Non serve nemmeno dire che crescerà, in previsione, a un tasso CAGR pari al 13,2% dal 2022 al 2030. Basta rilevare l’importanza dell’integrazione dei sistemi, capace di assicurare a qualsiasi impresa, di qualsiasi dimensione, una maggiore produttività e qualità delle operazioni commerciali. I sistemi integrati, infatti, consentono di aumentare la velocità dei flussi di informazioni e di ridurre i costi operativi, oltre a promuovere la connettività necessaria per superare altre sfide software o hardware associate a tali flussi. L’integrazione dei sistemi consente lo scambio automatico di informazioni coerenti tra sistemi diversi.

Ma soprattutto vale la pena ricordare che la system integration, che riguarda hardware e software, e non solo – come vedremo – svolge un ruolo fondamentale all’interno di un’azienda, in quanto facilita la comunicazione tra sistemi che normalmente non comunicano.

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Che cos’è la System Integration

Secondo Gartner, system integration è il processo di creazione di un sistema informativo complesso che può comprendere la progettazione o la realizzazione di un’architettura o di un’applicazione personalizzata, l’integrazione con l’hardware nuovo o esistente, il software predefinito o personalizzato e le comunicazioni.

Più in pratica, l’integrazione di sistemi può essere definita come il processo di integrazione di tutti i componenti fisici e virtuali del sistema di un’organizzazione. I componenti fisici sono costituiti dai vari sistemi di macchine, dall’hardware dei computer, dall’inventario, tra l’altro. I componenti virtuali sono costituiti da dati memorizzati in database, software e applicazioni.

L’integrazione garantisce che tutti i sistemi lavorino insieme e in armonia per aumentare la produttività e la coerenza dei dati. Inoltre, mira a risolvere la complessità associata all’aumento della comunicazione tra i sistemi.

L’evoluzione tecnologica tende a premiare ulteriormente la system integration: i progressi crescenti delle tecnologie cloud, l’impiego ormai ubiquo dell’IoT e l’aumento degli investimenti nei sistemi informatici distribuiti contribuiscono alla sua crescita.

Quando è necessaria

System integration è necessaria sia per la comunicazione B2B che per la cooperazione interna all’azienda e permette la combinazione di più sottosistemi o sottocomponenti individuali in un sistema più grande. Consente, quindi, ai sottosistemi di funzionare insieme. La maggior parte delle organizzazioni ne trae utilità per migliorare la propria efficienza.

Le aziende usano numerosi sistemi eterogenei che operano in modo indipendente, sono programmati con codici diversi e hanno linguaggi di programmazione e codici divergenti. L’integrazione dei sistemi, quindi, funge da interprete tra i diversi codici, la programmazione, il software e l’hardware, in modo che i dati possano fluire senza interruzioni.

Grazie ad essa, le aziende possono aumentare la velocità del flusso di informazioni e ridurre i costi operativi.

Ma c’è almeno un altro motivo per cui è essenziale pensare alla system integration: la trasformazione di infrastrutture, protocolli, formati e tecnologie avanza a un ritmo frenetico. L’integrazione di sistemi permette alle aziende di aggiornare i propri strumenti senza dover rinunciare o modificare tutti gli altri o interrompere la catena di connessione. In altre parole, consente alle aziende di continuare a operare con la propria infrastruttura legacy, incorporando al contempo nuove tecnologie, software e applicazioni.

I vantaggi della system integration

Alcuni vantaggi della system integration li abbiamo già delineati. Tuttavia ne ha molteplici che vanno illustrati. L’integrazione di sistemi, dati e processi rende l’azienda più agile ed efficiente. Uno dei principali vantaggi consiste nel fornire rapidamente informazioni critiche disponibili in tutti i sistemi. Ciò permette all’azienda di trarre vantaggio da un processo decisionale più rapido.

Un beneficio già segnalato è che permette lo scambio automatico di informazioni coerenti tra sistemi diversi.

L’integrazione di sistemi e dati tra reparti e organizzazioni favorisce l’innovazione. Oltre a una linea di comunicazione diretta disponibile internamente all’organizzazione e per clienti e partner, le soluzioni di system integration possono fornire l’accesso a informazioni utili, snellendo i processi aziendali associati.

C’è poi da considerare l’aumento della redditività connesso all’integrazione di sistemi, migliorando l’efficienza dell’azienda.

Si aggiunga la riduzione dei costi: grazie all’integrazione dei sistemi, infatti, le aziende possono aumentare la velocità del flusso di informazioni e ridurre i costi operativi.

La figura del system integrator

Artefice della integrazione di sistemi e processi è il system integrator, il professionista che combina più elementi come hardware, software, rete e storage di vari fornitori, creando un sistema integrato per il cliente.

È lui (singolo o, più spesso, società) a coordinare il processo che si occupa di implementare, pianificare, coordinare, programmare, collaudare, migliorare questa operazione informatica, mettendo ordine alla complessità.

È sempre grazie al system integrator che si rende possibile l’integrazione dei dati tra i vari sistemi esistenti del cliente finale. In alcuni casi, l’integratore di sistemi è coinvolto anche nella manutenzione.

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